TROVA LE DIFFERENZE!

June 12, 2015

NEL MONITORAGGIO DELLA PRESSIONE SPESSO CI SI IMBATTE IN SOLUZIONI TECNICHE CHE APPAIONO SIMILI O IDENTICHE TRA LORO. L’IDENTITÀ DELLE FUNZIONI E LA SIMILITUDINE MORFOLOGICA NON AIUTANO A DIVERSIFICARE I PRODOTTI, MA ANCHE LE SCHEDE TECNICHE A VOLTE POSSONO NASCONDERE INSIDIE ANCHE PER I TECNICI PIÙ ESPERTI. PER INDIVIDUARE IL MIGLIOR “VALUE FOR MONEY” È FONDAMENTALE CONOSCERE APPROFONDITAMENTE LE DIFFERENZE DEI PRODOTTI RITENUTI “PERFETTI SOSTITUTI”.

general purpose pressure transmitter

 

Pressostati e trasduttori sono montati su applicazioni con incidenze molto basse in termini di costo e quindi spesso vengono ritenuti marginali. Si tende a trascurare che la loro rottura/malfunzionamento crea danni economici rilevanti in termini di perdita di produzione per il possessore della macchina/impianto. Proprio per questo occorre sempre considerare che un “eccesso di qualità e prestazioni” rispetto a quanto ritenuto il minimo indispensabile, garantisce migliori prestazioni nel tempo, affidabilità superiore a fronte di piccole differenze di prezzo e con incidenze insignificanti sul costo complessivo della macchina/impianto. A fine esemplificativo riteniamo utile analizzare alcune delle differenze tra i prodotti Suco ed ESI ditribuiti in Italia da ma.in.a. s.r.l. (www.mainasrl.it) e un ipotetico “componente medio” presente sul mercato. Innanzitutto occorre sottolineare che Suco ed ESI, a differenza di molti competitor, dichiarano il valore della velocità di variazione della pressione (bar/ms). Non è un valore limite oltre il quale si manifesterà immediatamente una rottura, ma garantisce che, se anche gli altri parametri riportati a catalogo vengono rispettati, il numero di cicli minimo atteso corrisponderà a quello indicato. Questo dato permette di comprendere meglio la compatibilità strumento/applicazione.

 

PRESSOSTATI MECCANICI “Zincatura”: il termine generico appiattisce le differenze tra i diversi riporti superficiali. Suco per i pressostati con corpo in acciaio utilizza un riporto speciale che permette una protezione tre volte superiore rispetto a quelli tradizionali (norme DIN) e che non innesca corrosione da contatto con l’alluminio. Suco riserva l’utilizzo del ben più costoso acciaio inox solo quando è indispensabile. “Sovrapressioni”: i pressostati Suco resistono a pressioni massime fino a 600 bar statici. La progettazione è attenta non solo all’affidabilità, ma anche alla sicurezza. “Isteresi”: mantenere un valore ridotto preservando la robustezza è possibile solo grazie al continuo sviluppo e alla ricerca. La costanza di questo valore nei diversi lotti produttivi anche per i pressostati con isteresi non regolabile testimonia la qualità della progettazione e del processo produttivo. “Materiali delle membrane/OR”: Suco è in grado di offrire un’ampia gamma di materiali che si adattano perfettamente a ogni applicazione. Una conoscenza approfondita delle reazioni delle membrane e degli OR alle diverse temperature e con i differenti fluidi permette di trovare sempre la versione più adatta.

 

TRASDUTTORI/PRESSOSTATI ELETTRONICI S(ilicon) O(n) S(apphire): questa particolare tecnologia utilizzata in una parte della gamma di trasduttori Suco ed ESI ha interessanti caratteristiche quali la resistenza alle sovrappressioni che può arrivare fino a 4X senza rinunciare all’accuratezza della misura. A questo riguardo la tecnologia SOS offre una eccezionale stabilità di lungo periodo e una eccellente risposta al variare della temperatura. L’accuratezza non è espressa nello specifico dalla BFSL (best fit straight line), ma è definita come FS (full scale), che è il valore che realmente conta sul campo. Suco è così fiduciosa dell’accuratezza di misura dei propri sensori che si astiene dal ricorrere a dichiarare un “valore tipico”. L’accuratezza dichiarata da Suco è una promessa, non un semplice valore medio.

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